mercoledì 23 maggio 2007

il nome giusto


"il primo passo verso la saggezza è chiamare le cose col proprio nome" platone
Le cose hanno un nome.
Le emozioni hanno un nome.
Non sempre è un bel nome, può avere valenze intrinseche negative, può associarsi a ricordi sgradevoli, ma se lo cambi non diventa più bella la cosa che rappresenta.
I ciechi non sono più fortunati da quando li chiamiamo non vedenti.
I mongolini non sono più intelligenti da quando li chiamiamo down.
Non siamo meno razzisti solo perché diciamo di colore invece che negro.
Siamo solo un po' più ipocriti.
Almeno nelle cose facili, allora, usiamo le parole giuste.
Il lessico mi ha sempre un po' affascinato, mi piace usare i termini appropriati, e, da ieri, sono autorizzata ad usare parole nuovissime: ho iniziato il corso di vela
In barca non c'è la destra ma la dritta.
In barca non ci sono corde, ma scotte, drizze e cime.
Se tiri la cima verso di te, cazzi, se la lasci laschi.
Se cambi direzione e ti dirigi verso il vento orzi e cazzi la randa.
Se cambi direzione e ti allontani dal vento poggi e le vele vengono allascate.
Quando hai la prua a 180° rispetto al vento, la tua andatura si chiama col vento in poppa.
Con la prua a 90° stai facendo un traverso, con un angolo maggiore di 90° vai al lasco, con un angolo minore di 90° vai di bolina.
Ragazzi, mi piace da morire anche questa nuova avventura!!





1 commento:

Anonimo ha detto...

Certo che è un corso movimentato. Dopo tre lezioni possiamo dire di essere sopravissute allo choc dell'uomo in mare, all'abbordaggio della nave e all'incagliamento tra gli alberi.
Per non parlare dell'ammutinamento dell'equipaggio!
Dimmi la verità: non hai aggredito fisicamente lucianino solo perché eravamo noi 3 sulla barca in mezzo al lago e lui pesa 120 kg??

(questi giorni mi stanno distruggendo, non so se arriverò alla cena del circolo velico + serata danzante dalle rumene ancora sana di mente)